In un contesto in cui le aziende si trovano a gestire ambienti cloud sempre più complessi e costosi, diventa cruciale adottare strumenti che offrano una visione oggettiva e strategica sullo stato di salute dell’infrastruttura database. È proprio con questo obiettivo che Groupama, uno dei principali attori del settore assicurativo in Italia, ha deciso di affidarsi all’Advanced Service di IKI‑CLOUD, il nostro servizio specialistico che integra attività proattive di governance, ottimizzazione e revisione architetturale.
All’interno di questo percorso, il team IT di Groupama ha avviato l’utilizzo del Database Health Score per misurare in modo oggettivo la salute dei database, identificare criticità e proporre roadmap concrete di miglioramento in termini di performance, sicurezza e — soprattutto — sostenibilità economica.
L’analisi, eseguita su un insieme eterogeneo di istanze Oracle Cloud, ha evidenziato un’opportunità di risparmio superiore al 40% sui costi mensili dei DBCS, mantenendo intatte le performance e garantendo piena aderenza alle best practice architetturali. Ma al di là dei numeri, il valore più grande è stato la consapevolezza acquisita e la capacità di prendere decisioni basate su dati oggettivi.
Ne parliamo oggi con Luca Esposito, Database Manager di Groupama, che ci racconta come il Database Health Score si è rivelato uno strumento chiave per la governance tecnica ed economica della loro infrastruttura Oracle.
Perché avete scelto di affidarvi all’Advanced Service di IKI‑CLOUD e non a un supporto tradizionale?
Avevamo bisogno di qualcosa di più di un semplice supporto a ticket. Con l’Advanced Service abbiamo ottenuto un affiancamento specialistico continuo, con attività strutturate come revisioni periodiche, ottimizzazione di licenze e tuning avanzato – elementi che non avremmo avuto con un supporto tradizionale. Questo approccio proattivo è stato decisivo per riqualificare i nostri database in ottica cloud-first.
Com’è nato il progetto Database Health Score e qual era l’obiettivo iniziale?
Abbiamo deciso di avviare un assessment basato sul Database Health Score, all’interno dell’Advanced Service. L’obiettivo era ottenere una misurazione oggettiva dei nostri Database Oracle su OCI per capire se esistesse sovra-provisioning o inefficienze, e tracciare una roadmap di miglioramento strutturata.
Quali sono stati i risultati più significativi emersi dall’analisi?
L’output è stato sorprendente: abbiamo scoperto di poter ridurre i costi mensili legati ai DBCS di oltre il 40%, senza perdere performance o resilienza. L’indicazione è arrivata inaspettata all’inizio, ma confermata dai dati sulle risorse non utilizzate e sul potenziale di consolidamento delle basi su istanze condivise.
Quanto ha influito il Database Health Score nel quantificare il risparmio?
Il metodo DBHS ci ha fornito numeri concreti: utilizzo medio di CPU e storage, inefficienze legate a licenze non sfruttate, e scenari di consolidamento basati su metriche oggettive. Il risultato: una stima credibile e verificabile, non un’ipotesi commerciale. Questo ha facilitato la validazione interna del progetto presso CFO e CIO.
Quanto ha influito il Database Health Score nel quantificare il risparmio?
Abbiamo affrontato criticità importanti: introdotto una strategia completa di backup dove mancava, ottimizzato query complesse ed eseguito incident reporting. Il tutto con un’unica roadmap che copre sicurezza, performance e governance, non solo risparmio. Sentiamo di gestire meglio l’infrastruttura e di aver guadagnato in efficienza operativa e previsione dei costi.
Che consiglio dareste ad altre aziende che stanno valutando l’Advanced Service?
Consiglierei di puntare su un approccio oggettivo e orientato ai dati fin dall’inizio. Il DBHS consente di mettere in evidenza problemi latenti e potenziali risparmi in modo misurabile. Con l’Advanced Service avete in più un partner che non si limita a diagnosticare, ma vi affianca nelle azioni: dalla revisione architetturale alla gestione dei backup, dalla sicurezza alla performance.
Il caso di Groupama dimostra come l’adozione di un approccio strutturato, basato su analisi oggettive e servizi evoluti, possa trasformare radicalmente la gestione delle infrastrutture Oracle Cloud. Grazie al Database Health Score e all’Advanced Service di IKI‑CLOUD, è stato possibile non solo identificare un risparmio significativo, ma anche costruire una governance più consapevole, efficiente e sostenibile.
Oggi più che mai, avere dati reali su cui basare le decisioni strategiche non è un’opzione, ma una necessità. E con il giusto partner, il percorso verso l’ottimizzazione non è solo possibile: è misurabile.
Se desideri capire come il Database Health Score può aiutare anche la tua organizzazione, contattaci: il primo passo è un’analisi oggettiva, il resto viene da sé.